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Libri Ciclismo: la BMX (Bycicle Motocross)

Libri Ciclismo: la BMX (Bycicle Motocross)

Vantaggi e particolarità del mezzo


La BMX, dall’inglese Bycicle Motocross, viene introdotta nelle discipline olimpiche in occasione dell’edizione di Pechino 2008. L’interesse scientifico suscitato da questa pratica è molto minore rispetto a quello riservato ad altre specialità, nonostante la BMX attiri oggi l’attenzione di numerosi istituti sportivi ed enti nazionali che forniscono supporto ad allenatori e atleti in seguito al clamore olimpico.

In questo articolo, tratto dal libro Performance Ciclistica, vedremo insieme:

  • Come è strutturata una Gara di BMX;
  • Quali sono le discriminanti fisiche e fisiologiche.

Come è strutturata una Gara di BMX

Le moderne gare di BMX si svolgono con una prova di qualificazione a tempo nel primo giro e con ulteriori giri altamente competitivi per determinare il piazzamento finale. Ogni gara inizia con otto ciclisti allineati alla griglia di partenza in cima ad una rampa. I cancelli si aprono e gli atleti gareggiano su un percorso che prevede salti e ampie curve, della durata di 30 secondi circa.  

Una gara di BMX può essere suddivisa in una serie di brevi sprint (sotto i 5 secondi) a massima spinta. Anche se ciascuno di essi è rilevante per la gara, il primo, sulla rampa, è di certo il più importante della competizione. Lo sappiamo perché l’analisi dei dati mostra che l’85% delle gare professionistiche di BMX viene vinta dai ciclisti che si trovano nelle prime tre posizioni alla fine della rampa. La gara potrebbe perciò considerarsi praticamente conclusa in quella fase, se non vi trovate abbastanza avanti.

Le informazioni raccolte da sensori posti sulle bici mostrano quanto estremo sia l’ambiente di chi pratica questa disciplina: alla fine della rampa, dopo solo 3 secondi di gara, un ciclista di BMX di livello mondiale ha fatto registrare un’accelerazione da fermo di oltre 50 km • h-1 con un ritmo di pedalata oltre le 200 rivoluzioni al minuto.

Discriminanti fisiche e fisiologiche 

Per massimizzare l’accelerazione, un ciclista deve ottimizzare la sua emissione di potenza meccanica e ridurre al minimo qualsiasi forma di resistenza al movimento. I ciclisti professionisti di BMX riescono a raggiungere picchi di potenza massima straordinariamente alti per facilitare l’accelerazione iniziale, raggiungendo i 2500 W.
Per fare un confronto, un ciclista su strada genera di solito circa 1000 W e gli sprinter da Grand Tour 1400 W. Si deve dunque aggiungere che questa emissione di potenza massima si adatta spesso molto bene ad altre discipline ciclistiche a sprint, come si può notare dal numero di atleti d BMX che sono passati con successo al ciclismo su pista (come Sir Chris Hoy, Jamie Staff e Shanaze Reade). 

Un ciclista di BMX deve anche essere in grado di produrre potenza su di un ampio spettro di cadenze, fino a un’andatura pari a 200 rivoluzioni al minuto. Ciò comporta delle conseguenze nei programmi di allenamento, visto che gli atleti di questa disciplina non necessitano solo di forza a basse cadenze, ma devono anche produrre potenza pedalando a un’andatura di oltre tre rivoluzioni al secondo. Possiamo servirci di questa relazione tra potenza e andatura per capire meglio le determinanti della potenza massima ciclistica. I muscoli sono costituiti in modo tale che all’aumentare dell’andatura il ciclista possa produrre sempre più potenza. Questo continua fino a un’andatura ottimale di 120-130 rivoluzioni al minuto, momento in cui si realizza la produzione di potenza massima. 

Risulta interessante osservare che i ciclisti professionisti di BMX mostrano un’andatura ideale più alta rispetto a quella degli atleti di resistenza. Studi di laboratorio hanno dimostrato che cadenze maggiori sono legate a più alte percentuali di fibre a contrazione rapida nei muscoli della gamba. È perciò implicito che i ciclisti di BMX siano in grado di generare emissioni di potenza consistenti, in parte anche in ragione della maggiore concentrazione di fibre a contrazione rapida nei loro muscoli. Sappiamo anche che la massa muscolare magra è correlata alla potenza massima. Infine, la combinazione di una consistente muscolatura e un’alta proporzione di fibre a contrazione rapida corrisponde a un’alta potenza massima, ottimizzata per le prestazioni in BMX.