Elika
(0)
articoli in carrello: (00)
Il tuo carrello è vuoto
Totale: 0 € 0 € 00 articoli nel tuo carrello

Ciclismo: ansia pre-gara e obiettivi intermedi

Ciclismo: ansia pre-gara e obiettivi intermedi

Come gestire sensazioni e pensieri negativi

L’ansia pre-gara è piuttosto comune nei ciclisti ed è spesso causa di pensieri, convinzioni e comportamenti negativi su se stessi. 

Molti traggono beneficio da meccanismi di adattamento che li aiutano a moderare sensazioni e pensieri negativi. 

In questo articolo tratto dal libro Performance ciclistica osserviamo:

  • un esempio di ansia pre-gara;
  • obiettivi intermedi per gestirla.

Un esempio di ansia pre-gara

Un giovane professionista su mountain bike con cui ho lavorato descriveva la sensazione di ansia all’arrivo al parcheggio da cui partiva la gara.

Nonostante i suoi recenti successi, diceva di sentirsi debole, poco allenato e senza doti. Portava esempi in cui si distraeva facilmente, era assente e ciò rovinava il suo riscaldamento pre-gara.

Una volta iniziata la gara, il nervosismo spariva, ma l’ansia pre-evento non lo lasciava riflettere in modo chiaro o sicuro sulla strategia da tenere alla partenza. Sapeva che l’essere troppo nervoso gli faceva sprecare energie e voleva cercare di riuscire a gestire il suo stato d’animo in modo da potere sfruttare il tempo in modo intelligente.

Insieme alle discussioni sulle aspettative e al lavoro sulla paura del fallimento, gli obiettivi intermedi si sono rivelati utili per abbassare il livello di ansia di questo ciclista. Una buona quantità di tempo è stata dedicata alla designazione di obiettivi che fossero sensati e raggiungibili, a cominciare dalla partecipazione a gare di bassa priorità.

Obiettivi intermedi per la gestire l'ansia pre-gara

Obiettivo intermedio #1

Prima del giorno della gara, l’atleta ha compilato un elenco di tutto ciò che gli serviva portare o fare fino alla linea di partenza. Nella lista compariva l’agenda del suo smartphone, che suonava per ricordargli cosa fare e quando. 

Questa scansione lo aiutava a calmarsi la sera prima della gara e il mattino della competizione. 

Doveva semplicemente settare la sua agenda e seguirla: questo era l’obiettivo intermedio #1. Questo compito elementare gli permetteva di avere più tempo per rilassarsi e pensare in modo pratico, anziché difensivo.

Obiettivo intermedio #2

L’atleta diceva di sentirsi debole e incapace. Abbiamo allora compilato una lista di gare difficili nelle quali aveva avuto buoni risultati e caricato l’elenco nel suo iPod. Abbiamo associato queste immagini a della musica che lo calmasse e lo facesse sentire sicuro e fiero di sé. 

L’obiettivo #2 consisteva nel guardare le foto delle gare a inizio riscaldamento. Tenere la mente impegnata in questo modo lo aiutava a rimanere positivo, sicuro di sé e delle sue capacità sportive. Anziché sentirsi spaventato o prosciugato, diceva di avvertire delle scariche di nervosismo, ma che lo rendevano motivato ed eccitato.

Gli obiettivi intermedi #1 e #2 sono esempi di obiettivi che si affidano alla tecnologia. L’atleta è responsabile di eseguirli il giorno della gara. Il ciclista dell’esempio poteva auto-sabotarsi dimenticando il suo telefono o il suo iPod, cosa che lo avrebbe lasciato esposto alle sensazioni di ansia pre-gara.

Obiettivo intermedio #3 Controllare la comunicazione con se stessi

Quando l’atleta notava che la sua voce interiore diventata spaventata, si impegnava a comunicare con se stesso in modo da riportare l’attenzione al “qui ed ora” attraverso frasi neutre o positive anziché concedersi distrazioni inutili. 

Usava tecniche di respirazione e di visualizzazione provate durante gli incontri per abbassare la risposta fisiologica all’ansia e rendendo la comunicazione con se stesso più importante e utile

Obiettivo intermedio #4 Impegnarsi nel processo

Mentre i risultati dell’atleta erano piuttosto costanti, la sua esperienza del pre-gara diventava così spaventosa da mettere a rischio e rovinare il piacere di praticare sport. 

Concentrarsi su ciò che aveva imparato da ciascuna gara e  metterlo nella giusta prospettiva a lungo termine lo aiutava a diminuire la pressione. 

Anziché pretendere di essere perfetto ad ogni gara, iniziava a vedersi come una persona che stava imparando e migliorando. Ricercava l’eccellenza in ogni area che concorresse alla prestazione ideale, inclusa la routine pre-gara, il controllo dell’ansia e la gestione della capacità. 

Accettando di avere ancora un potenziale di crescita, il ciclista ha iniziato naturalmente a fare maggiore attenzione alle sue esperienze prima e durante la gara, in modo da ottimizzare gli sforzi. Non ci è poi voluto molto tempo perché questo ambizioso atleta imparasse a gestire le sue necessità negli stati di ansia.