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LA PARTENZA NEL NUOTO

LA PARTENZA NEL NUOTO

In questo articolo tratto da Il grande libro degli esercizi di nuoto
di Ruben Guzman,




“Nuotatori, ai blocchi di partenza”, poi il fischio di inizio. Osservare un nuota­tore con una buona partenza è come guardare un vero atto di bellezza: fase di caricamento veloce, salto in aria, ingresso fluido, allungamento perfetto e lungo scivolamento sott’acqua; se si presta attenzione a tutti questi dettagli, quando si ri­emergerà ci si troverà in testa al gruppo.


Per i nuotatori che gareggiano, la partenza è di gran lunga la fase più veloce di tutta la gara. Se ben eseguita, la partenza può subito fare la differenza in una competizione, soprattutto nelle gare di velocità. Al contrario, una partenza sbagliata può lasciare il nuotatore molto indietro rispetto agli avversari.


Esercitandosi si potrà:


-imparare a tuffarsi;
-imparare diversi tipi di tuffo;
-sviluppare la forza e la potenza nelle gambe;
-trovare il punto di equilibrio quando ci si trova ai blocchi di partenza;
-raggiungere la giusta posizione idrodinamica e controllare la profondità del tuffo.


Oltre a essere molto divertenti, questi esercizi vi aiuteranno a eseguire partenze potenti e veloci; le partenze sono una fase dell’allenamento che normalmente piace molto ai nuotatori.

Un esempio è la partenza a dorso, che aggiunge la spinta a dorso al tuffo e all’ingresso in acqua.


Esecuzione


Il punto di forza di questa partenza è avere una gambata a delfino potente per la fase subacquea. Il regolamento proibisce di nuotare per più di 15 metri sott’ac­qua, assicuratevi perciò di tornare in superficie entro la distanza consentita.

1. Preparatevi reggendovi al canalino o alle maniglie del blocco.

2. Al segnale “Ai blocchi” flettete i gomiti e abbassate la testa verso le mani, fa­cendo attenzione a mantenere le anche indietro.

3. Al segnale di via, lasciate la presa, portate la testa indietro e spingetevi via dal muretto. Portate le anche in superficie e assumete la posizione idrodinamica al momento dell’ingresso in acqua (a).

4. Date gambate contando almeno fino a 8 (b), poi spingete un braccio verso il basso per dare inizio alle bracciate a dorso (c).

5. Controllate a quale profondità vi trovate così da tornare in superficie appena terminato il primo movimento di trazione con le braccia.

6. Effettuate circa tre bracciate.


Punti chiave

- Eseguite un ingresso in acqua “pulito”.
- Controllate la vostra profondità.
- Mentre spingete con le gambe, mantenete la posizione idrodinamica contan­do almeno fino a 8.
- Spingete verso il basso un solo braccio prima di iniziare le bracciate a dorso.


Consiglio

Una volta che sarete in grado di padroneggiare questo esercizio con sem­plici battute di gambe, potrete aggiungere la gambata a delfino in posizio­ne idrodinamica e provare ad aumentare così la distanza e la velocità.

In genere, l’ideale sarebbe dare da 5 a 8 gambate a delfino, ma assicuratevi di tenere sempre sotto controllo la profondità. Ricordate che non potete nuotare a più di 15 metri sott’acqua.