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Studia il tuo nemico: analisi del quadro cellulitico

Studia il tuo nemico: analisi del quadro cellulitico

Senza voler assumere pretese mediche, riteniamo che un adeguato...

Senza voler assumere pretese mediche, riteniamo che un adeguato ed approfondito colloquio possa aiutare a strutturare una serie d'interventi che risultino il più efficace possibile.

Cercheremo di individuare quali siano i fattori di rischio non modificabili (familiarità, costituzionalità, razza), quali quelli medici (problemi ormonali, digestivi o più generali) e quelli modificabili più facilmente (stile di vita).

Elencheremo di seguito una serie di domande che non sono esaustive però senz'altro utili ad avere un'idea più chiara della situazione:

  • Familiarità: la prognosi è ovviamente peggiore se vi è una forte familiarità per la PEFS (sorella, madre, zie...)
  • Razza mediterranea: in genere le donne di razza mediterranea (WHR = rapporto vita/fianchi molto basso) sono molto più affette rispetto alle donne nordiche (fianchi stretti). Il rapporto vita/fianchi o waist/rip ratio (WHR) è dato appunto dal rapporto tra la circonferenza della vita e quella dei fianchi. Questo rapporto, se inferiore a 0.78, indica una forma di deposito di grasso ginoide, se superiore a 0,85 androide. E' interessante notare come se queste indice è superiore a 0,8 nelle donne e a 1 negli uomini è indice di grasso viscerale, cioè di un accumulo di grasso profondo e quindi gravato da maggiori rischi a livello cardiovascolare metabolico (pressione, colesterolo, diabete, ecc)
  • Pregresse gravidanze.
  • Menarca precoce o ritardato rispetto alla media.
  • Dismenorrea e/o algomenorrea (mestruazioni irregolari e/o dolorose).
  • Uso di estroprogestinici: l'influenza è peggiore se vengono utilizzati per problemi ovarici o per irregolarità mestruali.
  • Problemi pelvici: ovarici o di dolore pelvico ad eziologia ignota, sia esso cronico o acuto.
  • Alimentazione: è fondamentale un'analisi adeguata del comportamento alimentare.
  • Uso d'indumenti costrittivi: come corsetti o biancheria intima stretta. Risultano particolarmente dannosi quegli indumenti che provocano una costrizione elettiva in zone a forte componente di circolo linfatico (sottoglutea, addominale).
  • Uso di calze autoreggenti: sia in zona sottoglutea che in zona surale-poplitea ricche di vasi e stazioni linfatiche.
  • Uso di tacchi alti: l'abitudine di calzare scarpe con tacchi alti modifica la normale meccanica del piede, alterando la distribuzione dei carichi. Se con un rialzo di 2 cm il peso è ripartito 50% avampiede e 50% tallone e con 6 cm è 60 e 40, con un tacco di 10 cm questo rapporto diventa 75% del peso sull'avampiede e 25% sul tallone.
  • Uso di scarpe strette: anche le scarpe a punta modificano i rapporti reciproci tra le strutture ossee del piede, alterando la funzionalità del triangolo della volta e della soletta venosa del Lejars.
  • Stipsi ostinata: spesso anche problemi di irregolarità intestinale possono influenzare la formazione di PEFS. La stipsi è un fenomeno decisamente più frequente nella donna rispetto all'uomo, per stipsi si definisce una combinazione e frequenza ridotta di evacuazione inferiore a 3 a settimana. Ricordiamo che frequente causa di stipsi è la mancanza di esercizio fisico; è stato dimostrato che l'attività fisica stimola la contrazione propulsiva della massa e che i muscoli coinvolti nell'evacuazione sono tonificati dall'esercizio fisico (2001 Umcastro).
  • Pregresse terapie anticellulite scorrette: rientrano in questa categoria una svariata serie di trattamenti diffusi ma sbagliati come: vibromassaggiatori, diete drastiche, uso di diuretici, massaggi scorretti.
  • Situazioni familiari, lavorative o comunque ambientali disturbanti: e perciò causa di stress, con attivazione dell'asse ipotalamo-ipofisi-surrene e quindi aumento del cortisolo (ormone dello stress collegato a diminuzione delle proteine muscolari e, a lungo termine, aumento dell'insulina con effetto liposintetico.
  • Abitudini di vita o sostanze ad azione metabolico-inquinante: come utilizzo di alcolici e tabacco.
  • Ridotto apporto idrico: per mantenere un'adeguata idratazione ed una buona diuresi è necessario introdurre una corretta quantità di acqua ( 2 litri al giorno), possibilmente con un basso residuo fisso. Tra le acque in commercio consigliamo Lauretana, Plose o Surgiva (il residuo fisso viene generalmente misurato in mg/l ed è auspicabile un residuo fisso inferiore a 50 mg/l). Ricordiamo che facilmente le donne praticanti fitness risultano disidratate (Paoli 2002).
  • Alterata situazione idrosalina: soprattutto a carico del sodio.

Cellulite: come combatterla con il fitness, Paoli A. e Neri M., Elika 2003.

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