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Alimentazione in palestra

Alimentazione in palestra

Breve guida ai tipi di alimenti presenti sul mercato

libro fitness alimentazione e salute

L'alimentazione può essere considerata fondamentale tanto quanto l'esercizio fisico per ottenere risultati ottimali ed implementare il nostro stato di salute, per questo una conoscenza di ciò che dal punto di vista alimentare il mercato propone può esserci d'aiuto per calibrare la nostra personalissima alimentazione sportiva. In questo brano, tratto dal libro sull'alimentazione Alimentazione, Fitness e Salute, vediamo come possiamo suddividere gli alimenti presenti sul mercato in base alla normativa vigente:

  • Alimenti naturali e/o biologici;
  • Alimenti integrali;
  • Alimenti light;
  • Alimenti fortificati;
  • Alimenti funzionali;
  • Alimenti innovativi.

Gli alimenti solitamente denominati “integratori alimentari” devono assolvere a un compito metabolico specifico ma con forme di assunzioni diversa dai cibi in uso corrente e di cui non ne richiamano né la funzione digestiva né edonistica; sono inoltre destinati a una popolazione specifica, mentre gli alimenti devono essere proposti e adatti a tutti.

Alimenti naturali e/o biologici

Denominazione sempre più spesso ricercata ma di cui non sempre l’utente finale ha la chiarezza del significato. Per portare questa denominazione, gli alimenti devono essere prodotti secondo la normativa specifica (suppl. ordin. G.U. 12/12/94 n. 289), che prevede una di queste tre situazioni:

  • Agricoltura naturale: coltivazione senza uso di concimi chimici o altri composti;
  • Agricoltura biologica: oltre ai metodi di produzione si affiancano anche i metodi di produzione dei cibi derivati, sempre senza aggiunta di sostanze sintetiche;
  • Agricoltura biodinamica: si cerca di ricondurre tutta la produzione dell’azienda a ciclo chiuso con riutilizzo interno di molti prodotti quali il letame, il biogas, ecc.

È necessario che ci sia la garanzia che nel prodotto finale sia assente ogni tipo di sostanza estranea (aromatizzanti, coloranti, ecc.) di origine sintetica. Questi alimenti devono essere contenuti in imballaggi chiusi, avere un’etichetta che specifichi “Agricoltura biologica in regime di controllo CEE”, riportare il nome dell’organismo di controllo e il nome del preparatore e produttore. 

È comunque indispensabile riportare come l’uso di qualsiasi sostanza (concime, insetticidi, ecc.) sia rigorosamente controllato. Inoltre, non è assolutamente giusto pensare che ogni “manipolazione” non direttamente presente in natura sia negativa; non dimentichiamo che da sempre l’uomo ha lavorato con la natura trasformando piante selvatiche in domestiche, selezionandone la qualità, ricercandone la massima resa, il tutto ottenuto sempre con i mezzi di conoscenza disponibili in quel periodo (a partire da 10.000 anni fa).

Alimenti integrali

Sono alimenti solitamente da forno assoggettati alla legge 4/7/67 n. 580, che distingue i tipi di farina in base al tasso di abburattamento, in pratica la quantità di farina prodotta dalla macinazione di 100 kg di grano. Maggiore è l’abburattamento e maggiore è il contenuto di fibra. La legge stabilisce una percentuale minima dell’1,6% di cellulosa ogni 100 parti di sostanza secca, un valore che, a nostro modesto parere, è abbastanza basso e che può trarre in inganno il consumatore convinto che il cibo denominato integrale sia fatto con percentuali ben più elevate di fibra.

Il maggiore prezzo di questi cibi è determinato dal fatto che nella maggioranza dei casi le farine vengono riaddizionate dopo la raffinazione delle fibre desiderate.

Alimenti light

Sono alimenti a valore calorico ridotto rispetto al loro equivalente tradizionale. Le modificazioni riguardano mediamente grassi, zuccheri semplici, alcool e colesterolo. I grassi vengono spesso sostituiti da proteine vegetali o amidi modificati e lo zucchero bianco (saccarosio) da edulcoranti acalorici.

I prodotti light non possono essere definiti dietetici (D.L. 27/01/92 n. 111) in quanto non sono in grado di rispondere a requisiti di diete speciali né di sostituire l’alimentazione ordinaria, con eventuale aggiunta di proteine, glicidi, lipidi, vitamine e sali opportunamente bilanciati. Mentre sui cibi light la confezione non deve riportare destinazioni speciali, su quelli dietetici devono essere specificate le indicazioni che ne giustificano l’uso.

Alimenti fortificati

Con questo termine si identifica un cibo reso più nutriente senza modificarne il contenuto energetico, quindi con l’aggiunta di sali minerali e vitamine. Solitamente l’introduzione sul mercato di un alimento fortificato presuppone che ci siano:

  • Dimostrazione dell’esistenza di gruppi di popolazione a rischio per carenze nutrizionali;
  • Individuazione di alimenti adatti per trasportare il fattore nutritivo desiderato e che consentano la stabilità e conservazione dello stesso;
  • Identificazione della tipologia di persone che ne farà principalmente uso;
  • Revisione dei piani di monitoraggio per verificare l’efficacia della fortificazione.

In nessun caso l’alimento fortificato deve indurre il consumatore a credere che esso, da solo, possa provvedere ad assicurare una dieta equilibrata. Alcuni esempi sono costituiti dai cereali soffiati con aggiunta di vitamine.

Alimenti funzionali

Sono alimenti che dovrebbero estendere il concetto di cibo, non solo limitandosi a elementi utilizzati per il gusto, l’aroma e l’apporto nutritivo, ma anche per la loro capacità di aggiungere una maggiore funzionalità organica al fine del miglioramento generale. Gli alimenti funzionali devono infatti essere addizionati di componenti che interagiscono più o meno selettivamente con una o più funzione dell’organismo (biomodulazione). Le principali azioni si possono sintetizzare in:

  • Induzione di enzimi detossificanti;
  • Inibizione della produzione di nitrosamine;
  • Fornire substrati per la sintesi di sostanze anticancerogene;
  • Diluire e sequestrare cancerogeni nel tratto digerente;
  • Modificare positivamente l’equilibrio ormonale;
  • Potenziare l’attività antiossidante.

Alimenti innovativi

Questi alimenti hanno subito processi produttivi differenti da quelli tradizionali, oppure sono frutto di manipolazioni genetiche che ne determinano alcuni vantaggi. Perciò, oltre ai noti OGM, sono inseriti in questa categoria anche i cibi che hanno subito processi di trasformazione non convenzionali (ad esempio alte pressioni nella produzione di marmellate).

Chiaramente, queste categorie sono quelle più attualmente sotto stretto controllo per la ricerca della massima sicurezza sia per il consumatore che per l’ambiente. Al di sopra di qualsiasi valutazione, è senza dubbio indispensabile una maggiore informazione generale, che non deve però risentire di semplici spinte emozionali e pregiudizi non supportati da severe e controllate analisi e verifiche.

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