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Allenamento funzionale: il suspension training

Allenamento funzionale: il suspension training

Cos'è, come è nato e come praticarlo

Il suspension training è quasi una disciplina a sé; esige tecnica, didattica, ma prima di tutto atteggiamento e conoscenza dei concetti base. Gli studi su questa tipologia di allenamento non sono molti, ma in quasi tutti è stato evidenziato un aumento dell’attivazione del core rispetto ai normali esercizi comparati.

Per capire bene di cosa stiamo parlando,

scopriamo insieme in questo articolo tratto dal libro La verità sull'allenamento funzionale di Guido Bruscia:

  • la storia del suspension training;
  • l'attrezzo da usare;
  • il concetto base.

La storia del suspension training

Il suspension training (allenamento in sospensione) ha origini che risalgono ai primordi della storia dell’uomo; i circensi, i saltimbanchi, gli strongmen e altri atleti del genere utilizzavano, e utilizzano ancora, le corde come parte integrante del loro allenamento. Si deve però a Randy Hetrick, un ex membro dei Navy Seals, la diffusione del suspension training effettuato mediante il suo attrezzo TRX e il programma ad esso dedicato. Il merito della TRX americana è stato di dare una forma all’attrezzo e soprattutto una didattica.

L'attrezzo da usare

Gli attrezzi per il suspension training, grazie all’input della “casa madre” americana, hanno conosciuto un’enorme diffusione. I loro costi vanno da pochi euro alle centinaia di euro e le loro forme sono estremamente variegate e progressivamente complesse. 

Penso che le cinghie e gli accessori per il suspension training, come il K-Space K-Well, siano attualmente gli attrezzi più venduti sul mercato. Detto questo, voglio fornire qualche nozione base per capire qual è la scelta più idonea. Colori, belle confezioni e manualistica annessa sono tutte cose carine, ma non sono altro che fuochi d’artificio. I fuochi d’artificio come sappiamo fanno un gran botto, una gran luce, ma si spengono presto e con uno sfrigolio triste. 

Il mio consiglio? Osserva bene l’attrezzo. Devi cercare: 

  • Materiali robusti e resistenti.
  • Supporti per variare la lunghezza, che siano pratici e non laboriosi da utilizzare.
  • Possibilità di utilizzo nei diversi ambienti open o indoor: versatilità degli agganci.
  • Praticità: è la qualità principale che deve avere qualsiasi attrezzo.
  • Reperibilità di eventuali ricambi (regola che vale in generale per tutte le “macchine da palestra”): molto importante se hai un centro o una tua sala personal. Molte marche costano poco, ma non ti garantiscono assistenza.

Concetto base

La partenza per insegnare l’uso del K-Space è trasmettere quello che è il suo concetto base: si tratta di un sistema di scarico. Proprio così, un sistema di scarico di forze che permette a chiunque di modulare il peso applicato, lavorando così su range of motion che altrimenti non riuscirebbe a tenere. Questo sistema di scarico permette al principiante di lavorare ottimamente, ma offre anche all’atleta avanzato una varietà di progressioni davvero ampia.