(0)
articoli in carrello: (0)
Il tuo carrello è vuoto
Totale: 0 € 0 € 0 articoli nel tuo carrello

Attività fisica e cervello

Attività fisica e cervello

In che modo influenza le funzioni cognitive?

C’è una grande mole di ricerca che indica come l’esercizio fisico faccia bene alla salute, e in particolare molti studi si concentrano sulla salute del cuore. Ma sappiamo anche che ciò che fa bene al cuore fa bene al cervello. Perché? La prima arteria, la carotide, che proviene dal cuore portando sangue ossigenato, va al cervello. Ciò significa che quando ti alleni il tuo cervello riceve immediatamente il primo getto di ossigeno fresco e di nutrienti per sostenere le sue funzioni. In questo articolo, tratto dal libro Alimentazione e Cervello di Delia McCabe, vedremo insieme:

  • Gli effetti dell'attività fisica sul cervello;
  • Esercizio e aumento delle capacità di apprendimento.

Gli effetti dell'attività fisica sul cervello

L’esercizio fisico fa anche aumentare la crescita di specifiche cellule neurali, chiamate astrociti, che supportano i neuroni nelle loro attività altamente specializzate. Grazie a questo aumento del flusso sanguigno, si riduce l’infiammazione del cervello. Inoltre, in seguito all’attività fisica, si verifica un aumento di specifici neurotrasmettitori, che portano un senso di calma, concentrazione e ridotta impulsività. Una regolare attività fisica riduce anche il rischio di contrarre il diabete di tipo 2, un fattore di rischio per lo sviluppo di ansia, depressione e Alzheimer. 

La cosa interessante è che l’esercizio che aumenta la tua frequenza cardiaca aumenta anche la tua capacità di attenzione, che a sua volta aumenta le tue possibilità di ricordare ciò che stai imparando. L’abilità di apprendimento migliora subito dopo l’attività fisica, rendendoti in grado di trattenere quello che impari, in modo da poterlo richiamare in seguito. Alcune scuole innovative sfruttano questo fenomeno per far sì che i cervelli dei loro studenti siano ricettivi a ciò che studiano subito dopo un esercizio aerobico. 

Altri benefici dell’esercizio fisico includono la possibilità di recuperare alcune delle funzioni cognitive che erano state perse a causa del normale invecchiamento, nonché di potenziare alcune funzioni esistenti, soprattutto nell’ippocampo (uno dei principali centri di memoria nel cervello) e nella corteccia frontale (il centro decisionale che sovrintende alle nostre scelte, al pensiero razionale e ai processi di riflessione a lungo termine). L’allenamento aiuta anche il cervello a produrre energia in modo più efficiente, il che gli consente di svolgere meglio il suo lavoro.

Esercizio e aumento delle capacità di apprendimento 

Un’altra ragione per cui l’attività fisica è salutare per il cervello sta nel fatto che i muscoli durante l’allenamento rilasciano nella circolazione sanguigna sostanze chimiche che attraversano la barriera emato-encefalica e raggiungono il cervello. Queste sostanze a loro volta aumentano la produzione di un’altra sostanza chimica molto importante chiamata fattore neurotrofico cerebrale, o BDNF (brain-derived neurotrophic factor), che agisce come un fertilizzante per i neuroni, aiutandoli a preservarne salute e crescita, e addirittura aiuta a farne crescere di nuovi. 

Una regolare attività fisica stimola il cervello ad accumulare riserve di BDNF e i neuroni a produrre ramificazioni sempre più sviluppate, collegandosi tra loro con nuove connessioni. Questo è ciò che costituisce l’apprendimento: ogni nuova connessione stabilita tra i neuroni corrisponde a una nuova abilità o a una nuova informazione che hai imparato e che stai memorizzando per un utilizzo futuro. In breve, un cervello con più BDNF ha una maggiore capacità di apprendere cose nuove.  Vale anche l’opposto: un cervello con BDNF scarso o assente è un cervello che non è capace di assorbire nuove conoscenze e ha problemi a ricordare informazioni già immagazzinate. Man mano che invecchiamo, i nostri livelli di BDNF diminuiscono, ma i ricercatori hanno scoperto che l’esercizio fisico ne stimola una maggiore produzione e può quindi aiutare a mantenere stabili tali livelli.

Oltretutto, la scienza ha scoperto che il BDNF è anche responsabile della crescita di nuovi neuroni, o neurogenesi, fenomeno ritenuto impossibile fino a pochi anni fa. Osservando tale processo, i ricercatori hanno scoperto che questi nuovi neuroni crescono principalmente nell’ippocampo, l’area del cervello responsabile dell’apprendimento e della memoria. Quando non riesci ad associare un nome a un viso, questa è l’area del tuo cervello che sta cercando di recuperare quell’informazione. 

Ma ci sono buone notizie. La prima è che l’esercizio fisico può aiutare il BDNF a ripristinare quei neuroni a uno stato di salute migliore e anche a riparare parzialmente il danno che è già avvenuto. La seconda è che i lobi frontali, che sovrintendono ai processi decisionali e organizzativi, così come al riconoscimento di schemi e all’autodisciplina, possono ingrandirsi se si pratica regolarmente attività fisica. Poter contare su lobi frontali in ottime condizioni ti porterà grandi benefici, poiché ti consentirà di prendere decisioni migliori, di essere più concentrato sugli obiettivi da raggiungere e di godere di una visione della vita più positiva. Ti sentirai più sereno perché i tuoi obiettivi, aspirazioni e capacità saranno più chiari.

Ultime dal blog

Articoli di approfondimento ispirati dalle nostre pubblicazioni. Leggi tutti gli articoli >>
La power bag nell'allenamento funzionale

La power bag nell'allenamento funzionale

La storia e le varia tipologie di questo attrezzo