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Vitamine e minerali: alimentazione e benessere

Vitamine e minerali: alimentazione e benessere

Tratto da Alimentazione e Cervello

Vitamine e minerali sono indispensabili per la nostra salute e benessere, e i loro corretti quantitativi influiscono sulle nostre capacità cognitive e motorie. In questo breve articolo, tratto dal libro Alimentazione e Cervello, vedremo insieme:

  • Le vitamine e i minerali nutrono il cervello;
  • Carenza marginale di vitamine. 

Le vitamine e i minerali nutrono il cervello 

A cosa servono le vitamine e i minerali?

Le vitamine sono sostanze organiche essenziali per la vita; devono essere ottenute attraverso la dieta, perché il corpo non è in grado di sintetizzarle. Si trovano nel cibo e devono essere convertite in vari elementi per consentire la vita. I minerali sono sostanze inorganiche, anch’esse essenziali per la vita e ottenute dal cibo, senza le quali le vitamine non potrebbero essere usate correttamente e il nostro organismo non funzionerebbe in modo ottimale. Negli scorsi decenni abbiamo scoperto quanto siano importanti i minerali per le funzioni cerebrali e che cosa succede quando il cervello ne è carente.

Le vitamine e i minerali sono responsabili della trasformazione del glucosio in energia e aiutano a convertire gli amminoacidi in neurotrasmettitori messaggeri, i grassi elementari in grassi specializzati e la colina e la serina in fosfolipidi. Questi coadiuvano la costruzione e la ricostruzione del cervello e del corpo, che avvengono in modo continuo, e aiutano l’intero sistema nervoso a lavorare regolarmente. Quando questi scarseggiano, il funzionamento efficiente di tutte le cellule viene influenzato negativamente.

Carenza marginale di vitamine

Una carenza marginale di vitamine è la “terra di nessuno” tra lo stato di nutrizione corretta e il punto in cui cominciano a presentarsi i sintomi fisici delle carenze nutrizionali. Una definizione precisa della carenza marginale di vitamine, tratta dal libro Smart Food di Arthur e Ruth Winter è: «uno stato di esaurimento graduale delle vitamine, nel quale sia evidente una mancanza di benessere personale associata all’indebolimento di alcune reazioni biochimiche, che necessitano di una quantità sufficiente di vitamine». 

Le carenze marginali non sono facili da identificare; tuttavia, oggigiorno, alcuni ricercatori pensano che sintomi psicologici non ben definiti possano costituire un indizio in questa zona d’ombra. Il punto di vista tradizionale era che se un soggetto non presentava i sintomi clinici delle classiche malattie da carenza, quali scorbuto, beriberi, rachitismo o pellagra era da considerarsi nutrito a sufficienza. Ora sappiamo che la capacità di individuare e trattare una malattia fin dalle sue fasi iniziali di sviluppo è estremamente utile per un esito positivo. Bisognerebbe quindi riuscire a identificare una carenza marginale prima della comparsa dei sintomi. 

La carenza di vitamine non si presenta di punto in bianco. Le riserve di micronutrienti all’interno dell’organismo si esauriscono in maniera graduale e la carenza di vitamine diventa evidente solo col presentarsi di marcati cambiamenti nel comportamento e nella personalità, come la comparsa di depressione, ansia, irritabilità, insonnia o perdita di appetito. Se questo esaurimento prosegue, può portare alla morte. Anche se le classiche malattie da carenza sono praticamente scomparse nei paesi più sviluppati, è più che probabile che le carenze marginali siano in aumento, a causa di diete povere di nutrienti. Queste carenze sono più subdole e difficili da identificare, sebbene la ricerca negli ultimi anni abbia individuato una serie di sintomi psicologici che potrebbero essere utili ai fini della loro individuazione. Per fortuna, oggi possiamo avvalerci anche di test biochimici per stabilire quale sia lo stato nutrizionale di un organismo, attraverso analisi del sangue, del plasma o delle urine. 

Un altro metodo utilizzato consiste nell’osservare una sostanza o un processo che dipendono dalla presenza della vitamina presa in oggetto. Se la vitamina non è presente, tale sostanza o processo saranno influenzati negativamente, rendendo palese la sua assenza. Negli studi effettuati sull’inedia umana, la mancanza di tiamina si manifestava sotto forma di sensazioni di ansia, isteria, nausea, depressione, mancanza di appetito e malessere generale. Questi sintomi precedevano la fase clinica del beriberi. Una volta che la tiamina veniva aggiunta alla dieta dei soggetti, questi sintomi psicologici sparivano in poco tempo. 

Altri studi hanno indotto, in condizioni di laboratorio strettamente controllate, una carenza di vitamina C, tiamina e riboflavina (vitamina B2) in soggetti umani, per poi sottoporli a un test della personalità. I punteggi ottenuti indicavano stati di depressione, isteria, ipocondria e addirittura tendenze psicopatiche, collegati a queste carenze marginali. Tali sintomi si presentavano prima dei sintomi fisici di carenza. 

È quindi perfettamente possibile che milioni di persone stiano soffrendo di carenze marginali, con gravi effetti negativi sulla loro qualità di vita. Molti ricercatori ritengono che una fetta significativa della popolazione non stia assumendo i livelli di vitamine e minerali necessari per una funzione cerebrale ottimale. Anche se le carenze marginali di minerali non sono documentate altrettanto bene, un apporto insufficiente di magnesio e zinco è stato associato a depressione, ansia, disturbi alimentari e psichiatrici.

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