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Il pilates per la terza età

Il pilates per la terza età

Accorgimenti per evitare infortuni

Il pilates è una disciplina completa, che può essere praticata da chiunque, a qualsiasi età, con le dovute accortezze.

In questo articolo, tratto dal libro Pilates per la terza età di Giampiero Marongiu , vedremo alcuni accorgimenti da tenere durante la lezione, soprattutto se si ha un'età avanzata; nello specifico:

  • Fase di riscaldamento
  • Fase finale

Fase di riscaldamento

Il riscaldamento del Pilates è atto a preparare il corpo e la mente agli sforzi della fase successiva, riducendo così i rischi di lesioni che potrebbero verificarsi sollecitando muscoli e articolazioni “a freddo”.
Con un’utenza senior, un ottimo approccio per iniziare il riscaldamento è quello di partire in decubito supino.
Iniziare il riscaldamento in posizione supina consente:

  • di evitare all’inizio della lezione esercizi di equilibrio che potrebbero compromettere il proseguo della stessa;
  • di evitare eventuali capogiri, vertigini e nausea dovuti a un calo di pressione successivo al passaggio dalla stazione eretta a quella supina;
  • di diminuire il carico sulla colonna; soprattutto all’inizio della lezione è fondamentale assumere atteggiamenti corretti e una giusta consapevolezza del corpo;
  • di effettuare esercizi propriocettivi e di ottenere una migliore presa di coscienza del corpo e della colonna vertebrale;
  • una miglior presa di coscienza della respirazione;
  • di eliminare eventuali tensioni su collo e spalle;
  • un impatto meno invasivo: trattandosi di una ginnastica dolce, consente agli allievi senior di scaricare le tensioni del corpo.

Fase finale

Nella fase finale, invece, detta di “ritorno alla calma”, si deve consentire il ritorno progressivo alla condizione di riposo. Non dovrà avere mai una durata inferiore ai 5 minuti.
Dal punto di vista pratico, sono consigliabili esercizi specifici di rilassamento, di respirazione, di allungamento ed esercizi propriocettivi.
La lezione potrà terminare in piedi, facendo molta attenzione alla risalita in modo da limitare l’ipotensione ortostatica, con esercizi propriocettivi sulla pianta del piede (come il Grounding, la variazione dei punti d’appoggio, le pressioni sul riccio), esercizi di normalizzazione respiratoria e, infine, esercizi di presa di coscienza della postura corretta.
Durante quest’ultima fase, la respirazione dovrà essere lenta, ampia e controllata e ogni proposta motoria dell’insegnante dovrà poter essere compiuta senza che gli allievi avvertano troppa tensione.
Per favorire anche un rilassamento psicologico, si consiglia di utilizzare una musica lenta e armoniosa e una luce soffusa.

Attenzione a:

  • rimanere ben coperti: questo è il momento in cui si è maggiormente sottoposti a pericolosi colpi d’aria;
  • non concludere l’allenamento con una doccia eccessivamente calda: la doccia troppo calda aumenta la vasodilatazione;
  • sostituire sempre a fine allenamento l’abbigliamento utilizzato: andar via dalla palestra con gli indumenti sudati espone l’anziano al rischio di una lunga serie di problemi fisici.

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